Il gioco degli scacchi

Gli scacchi, come l’amore e la musica, hanno il potere  di rendere l’uomo felice.
(Siegbert Tarrasch)

Fu quando avevo la tenera età di dieci anni che incominciai ad avvicinarmi a questo tipo di gioco. Frequentavo le elementari al tempo in cui la maestra ci parlò dell’opportunità di seguire un corso di scacchi.

Un improvviso attacco di entusiasmo misto a gioia prese il sopravvento, la curiosità di imparare qualcosa di nuovo mi aveva fatto cogliere al volo l’invito a parteciparvi. Ad onore del vero, però, io, non conoscevo affatto il vero significato della parola “scacchi”. Avevo accettato la proposta senza pensare né al suo significato né agli effetti che un simile consenso avrebbe determinato su di me e sui miei cari.

Primo pomeriggio, abbottonai il mio grembiulino color bianco annerito dalle varie pennate che puntualmente mi davo ogni volta che in mano prendevo una semplice biro, presi il mio zainetto e  mi recai a scuola. Continua a leggere

Annunci

La coinquilanza

E poi un giorno arrivi proprio lì.
In un posto qualunque, di una città qualunque. In un appartamento qualunque, con persone qualunque. Col proposito di rimanerci per un po’. Per lavoro o per studio. Fa lo stesso. Ti ritrovi solo in un appartamento di sconosciuti. Ti ci vuole un po’ di tempo per ambientarti, perché sei spaesato e perché è la prima volta che sei fuori casa da solo. Totalmente da solo. Senza la famiglia. I parenti. Gli amici. La palestra che ti ha fatto compagnia giorni prima della tua partenza. Il cane. La tartaruga. Il poster del tuo cantante preferito. Il peluche che tenevi stretto quando dormivi (no, quello a dire il vero lo porti sempre insieme e non importa quanto infantile tu possa apparire). Finisci comunque per trovarti bene con la nuova compagnia, con il nuovo posto. Finisci con la vecchia di vita ed inizi una nuova. Una che mesi addietro non avevi per niente programmato. Una che guardandola adesso ti sembra meravigliosa. E questo lo devi non 
Continua a leggere